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Ostia lido collection

Ostia Lido in inverno: ho già pubblicato queste foto qui ma mi mancava la loro versione cartacea. Ora ho stampato questa collezione di fotografie su carta lucida, in formato 20×30. Volevo proprio vedere il progetto in una composizione unitaria.

La patina del tempo si somma al clima invernale, senza sole e senza ombre. L’atmosfera è un po’ malinconica. Linee e colori si richiamano da una immagine e l’altra e danno continuità narrativa all’insieme.

La lunga passerella si protende ancora nel mare corrosa dalla salsedine di questi ottanta e più anni. La ruggine frammenta le linee degli elementi metallici e gl’intonaci macchiati dando a queste forme, contro il cielo bianco, il sapore di un disegno a mano libera. Le linee pulite ed essenziali dell’architettura razionalista richiamano uno stile déco condiviso da altre realizzazioni dello stesso periodo.

Lo stabilimento Plinius

Lo stabilimento Plinius di Ostia negli anni 40

L’atmosfera è quella di una giornata invernale sulla spiaggia deserta. Aleggia l’eco di un’epoca tramontata, in cui il Ostia aveva il fascino di una località balneare elegante e sobria. Negli anni trenta lo stabilimento Plinius, opera dell’Architetto Leopoldo Botti, costruito nel 1932 in cemento armato, offriva al pubblico che veniva al mare da Roma, il godimento dell’ampio arenile di levante.

Molte interessanti informazioni si trovano sul sito Visit Ostia che indica varie opere di architettura moderna da visitare. Saranno certamente prossime mete fotografiche, specie in questa stagione grigia, che per me è la migliore per catturare atmosfere metafisiche.

Il litorale romano è la meta marina più prossima in uscita da Roma ed è tuttora una risorsa a portata di mano di tutto il quadrante sud ovest della città. Infatti la sua prossimità fa sì che anche fuori dalla stagione balneare sia meta di brevi gite, di passeggiate per respirare aria di mare, anche per una mezz’ora durante la pausa pranzo. È la fortuna di abitare all’EUR.


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