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Foto commerciale vs fotografia d’arte

Che differenza c’è tra la fotografia commerciale e la fotografia artistica? 

Nel mondo anglosassone si parla di foto commerciale e di foto fine-art per intendere la fotografia d’arte stampata con tecniche avanzate che ne prolunghino la durata e che ne consolidino il valore.

La differenza tra le due forme è sostanzialmente quella che riporto, traducendola, dalla spiegazione che un’artista americana, fotografa fine-art, appunto così definisce:

“La fotografia Fine-art è basata sulla comunicazione di un’idea, di un sentimento o di un’emozione. L’estetica viene dopo il concetto. Questo messaggio tende ad emergere in modi che richiedono all’osservatore di interagire criticamente e impegnarsi nell’interpretare l’immagine.

Per la fotografia commerciale invece vendere viene prima, l’estetica viene dopo. Lo scopo è vendere il prodotto o l’idea che ne è il soggetto. Per questo i fotografi commerciali normalmente hanno un approccio più realistico e letterale alla creazione delle immagini. “  

Dal blog di Dana Montlack

Fotografia d’arte che vale davvero

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Cito volentieri Dana Montlack perché è un’artista per la quale il supporto fisico e la scala a cui stampa non sono fattori secondari.  Alcune sue installazioni sono in realtà opere site-specific ma anche pezzi di arredamento, appositamente studiati per gli ambienti in cui vengono ambientati.

Chi le commissiona quei lavori (penso al ristorante sul mare che ha decorato con grandi pannelli) si è aggiudicato un valore notevole.  Infatti non è possibile riprodurre arbitrariamente le sue immagini senza snaturarle. Quindi il suo committente ha ottenuto un valore che crescerà nel tempo, oltre ad aver ben completato l’arredo del suo locale.


Vorrei aggiungere che nell’intersezione tra i due insiemi Foto commerciale e Foto fine art, si genera una categoria ibrida che è quella che offre stampe in serie, più o meno limitate, per l’uso nell’arredamento.  E’ il caso, ad esempio dei grandi produttori di elementi d’arredo (Ikea primo fra tutti, o Leroy Merlin) ma anche di fotografi commerciali già molto affermati che vendono online foto stampate e anche incorniciate, in tirature limitate a grandi numeri. 

In ogni caso sono convinta che il contenuto dell’immagine abbia un ruolo importante quando questa entra nello spazio abitato come elemento decorativo o narrativo.  Un prodotto di serie funziona benissimo quando ha una funzione di servizio, pratica, materiale. Infatti le aziende di cui sopra assolvono alla grande a quelle funzioni, tanto che non c’è casa che non ricorra ai loro prodotti.  Ma un elemento che ha la funzione di ispirare, descrivere, raccontare lo specifico del luogo e delle persone che lo abitano non può essere un oggetto ripetuto in serie. <mi appassiona questo argomento e ho scritto su altri post su come inserire la fotografia artistica nell’arredamento e sul valore dell’immagine fotografica d’arte.

Piuttosto, meglio attaccare al muro i fogli di calendario incorniciati dalla nonna.  Possono dire di noi molto di più della Audrey Hepburn moltiplicata enne volte nei bed and breakfast o nei parrucchieri di mezzo mondo. Adoro Audrey, e proprio e proprio per  questo vederla ridotta a icona pop mi dà ai nervi, che ci posso fare.

Oppure meglio scegliere opere d’arte. Arte “affordable”, cioè di prezzo contenuto, ma realizzata con cura, passione e attenzione alla destinazione finale. E se si tratta di arte fotografica, allora che sia stampata con tecniche fine-art, per prolungarne la durata e consolidarne il valore nel tempo. Approfondiremo in nuovi post questo argomento.

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