Come rain or come shine

I’m gonna love you like nobody’s loved you come rain or come shine
High as a mountain and deep as a river come rain or come shine
I guess when you met me it was just one of those things
But don’t ever bet me cause I’m gonna be true if you let me

Billie Holiday

Da una canzone di Billie Holiday, qui cantata da Ray Charles.

Roma col sole che abbaglia o con la pioggia, deserta o piena di gente.

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Estate romana

Una sera dell’estate romana, percorrendo il Lungotevere.  Il cielo è di un colore incredibile. Dimentichi il caldo e vorresti fissare il ricordo di questi colori.

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L’incantevole vivarium di Luca Bocchi

Mi piace da matti osservare le piante, come sa chi gironzola per questo mio blog.  Stavolta però sono rimasta proprio conquistata dalla creazione di Luca Bocchi, fioraio romano, figlio d’arte, che nella sua vetrina di Corso Vittorio espone un vivarium di piante epifite coltivate su un tronco di quercia.
La forma contorta del tronco offre piccoli anfratti in cui si annidano con grazia le Tillandsie, originarie del Sud America, orchidee nane rare e pregiate, Billbergie nane: tutte piante, queste, che non hanno bisogno di terra per crescere. Tutto è appoggiato su di uno strato di lava granulare originario del Giappone, su cui sono adagiati cuscinetti di muschio.  Lava e muschio in grado di trattenere e poi rilasciare lentamente l’umidità necessaria alla vita delle piante.

Luca mi ha mostrato come si alimenta il vivarium, un ecosistema in miniatura, perfettamente autosufficiente: basta accendere un  nebulizzatore collegato alla teca. La nebbia  invade il parallelepipedo di vetro lentamente, nascondendo il paesaggio in miniatura. A bocca aperta ammiro la scena e aspetto che la nebbia si diradi adagio, senza lasciare altro che goccioline sulle foglie lucide delle Billbergie, e rivelando, alla fine,  i colori delle orchidee ancora più vividi.  Luca Bocchi mi dice che questa meraviglia si può realizzare in base alle richieste dei clienti, nelle misure desiderate, incassandola in una struttura fissa, oppure usandola come divisorio in un ambiente.

Sono incantata da questa opera d’arte vivente che si vela e si svela in silenzio e non chiede altra cura che un po’ di nebbia ogni tanto.

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Veduta di Roma stampata su plexiglass

Lo so, posso fare di meglio, quanto a foto d’interni, però non potevo resistere: voglio pubblicare la foto fatta con l’iphone della mia ultima stampa, su plexiglass. L’ho allestita in una casa romana di cui ho curato l’architettura degl’interni. L’ambiente è una cucina, realizzata su mio disegno con rivestimento in ardesia levigata.

È una veduta insolita scattata nei pressi di Campo de’ fiori, naturalmente a Roma, dove non c’è neanche un angolo retto, e che quindi offre un’illusione di prospettiva a chi guarda la parete nel piccolo spazio della cucina.

Volevo dare la sensazione che sulla quella parete, che non si poteva toccare, ci fosse un’apertura verso il cielo della città, e aggiungere, quasi per scherzo, una veduta in più a quelle visibili dalle altre finestre dell’appartamento che sta in cima ai tetti di Roma.

L’ho fatta stampare direttamente su plexiglass, spesso 8 mm.

la stampa su plexiglass
In una piccola cucina, un’inquadratura dinamica del cielo sopra Campo de’ fiori

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Uffici ISCOM a Roma

In un ufficio nel centro di Roma, la stampa su d-bond è tratta dalla collezione “Onde di Carta“, e decora una parete di un ufficio  ISCOM  a Roma.  Strati e strati di manifesti accartocciati come onde del mare che si infrangono sulla costa. Per i suoi rapporti con il mondo della stampa e della comunicazione il tema del mare di parole sembra molto azzeccato.

 

 

 

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