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Il collezionista

Appena appesi alle pareti del salotto due stampe scelte nel repertorio Underground. Il mio cliente si può definire un collezionista di mie opere.  Scraps, stampa giclée su carta cotone  in bianco e nero e Scacchiera stampata su compensato, si aggiungono a un lavoro di qualche anno fa, Piazza Venezia.

 

 

 

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Progetto cucina

Ecco un ampio articolo di Elena Rembado sulle tendenze attuali nel campo della progettazione delle cucine, a cui ho collaborato. Sull’ultimo numero di Progetto Cucina, rivista per professionisti del settore. Qui il link alla versione web della rivista Progetto Cucina.

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Furoshiki

Cos’è mai un furoshiki? Un semplice quadrato di stoffa, che i giapponesi piegano e annodano per fare da borsa o imballaggio, con tecnica semplicissima ed elegante.

Circa un anno fa mi sono divertita a creare una mia collezione di furoshiki. Ho fatto stampare i miei pattern su stoffa, nelle dimensioni 90×90 cm. Questa volta, per provare ho usato Spoonflower, la ditta americana che stampa su stoffa per l’abbigliamento e  tappezzeria, molto organizzata ma molto lontana.  (Il costo della spedizione è proibitivo).

Mi piacerebbe molto trovare un’azienda italiana con cui elaborare una collezione.  Qui da noi siamo maestri in quest’arte, ma le ditte che offrono un servizio accessibile online non sono ancora molte e quelle poche, diciamolo, carissime.

Qui alcuni esemplari annodati.

 

 

I diversi pattern sono ispirati alle forme e ai colori di fiori e di piante, come questi:

Oppure alle geometrie astratte dei metalli, del vetro e dei craquelage.

Vuoi imparare ad annodare un quadrato di stoffa per mille scopi diversi?  Guarda lo schema qui sotto:

furoshiki
tanti modi per annodare un furoshiki

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Il mio negozio su Society6

Sono pronte da ordinare online cinque nuove serie di gadgets realizzati con mie immagini.

Tra le mie collezioni ce ne sono alcune che resistono al passaggio delle stagioni.  Motivi come il Cretto nero o l’arcobaleno di cavi elettrici sono ormai quasi dei classici Quid divinum.  Se ti piacciono e vuoi portarli con te sotto forma di borsa, di custodia per l’iPhone o di skin per l’iPad o per il macBook puoi ordinarli su Society6.  Segui il link  cliccando sull’immagine qui sotto e ti troverai sulla pagina del mio negozio virtuale su Society6,  dove potrai trovare i miei oggetti e ordinarli direttamente online.

Per la tua casa troverai anche Stampe giclée su carta acid free di puro cotone,  anche incorniciate.  E poi fodere per cuscini da interno o da esterno,  le tazze di porcellana (mug) e perfino gli orologi da parete.

Fai un giro su Society6 e scegli

 

 


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My english brochure

First step towards the english translation of my website, here we have the 2013 Quiddivinum english brochure.

Check it out online on Issuu, or download it!

Una mostra con Simone Ghera nella casa dell’Architettura di Roma

Con il titolo “Dancer Inside ArchitectureSimone Ghera, architetto e fotografo, allestisce l’edizione romana della sua mostra che ha ottenuto ampio successo a Berlino e a Londra. Le sue foto sono dei bianco e nero molto rigorosi che esplorano il rapporto tra la purezza delle forme delle danzatrici e lo spazio architettonico. Il movimento della danza indica prospettive nuove, dilata lo spazio e lo rende plastico. Il fascino di queste immagini sta conquistando il mondo della danza e l’Accademia Nazionale di Danza di Roma con una performance dei suoi allievi darà il giusto risalto all’evento nello splendido salone ovale dell’ex Acquario Romano in piazza Manfredo Fanti, sede della Casa dell’Architettura. L’inaugurazione sarà il giorno lunedì 16 settembre dalle ore 17 alle 20.

In questa prestigiosa cornice troverà posto anche l’esposizione della mia collezione e del mio video dal titolo “Rottami“, ricerca sulle insospettabili prospettive di colore e di spazio che si nascondono in un mucchio di lamiere contorte. C’è poesia ovunque, per un occhio che non si ferma sulla superficie delle cose e per una lente macro guidata dalla curiosità.

Tra la mia ricerca e quella di Simone Ghera ci sono più differenze che punti di contatto, se non si tiene conto del fatto che entrambi amiamo l’architettura e la fotografia. Sono molto contenta di essere sua ospite in questa occasione. Mi piacerebbe molto se le sue ballerine, rese piccole piccole da un incantesimo potessero volteggiare nei miei scenari misteriosi. Oppure se le mie foto ingrandite a dismisura facessero da scenografia per uno spettacolo di danza. Chissà che ne pensa Simone?

 

 

 

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