Santa Francesca Romana

Queste foto sono scattate all’interno dell’antica casa di riposo per il personale di servizio della famiglia Doria Pamphilij. Qui venivano ospitati quanti avevano lavorato nelle proprietà della famiglia e che non potevano più mantenersi da soli. Oggi la stessa famiglia guida la gestione di una Onlus che continua l’attività assistenziale a beneficio degli anziani fragili del quartiere Trastevere. Il luogo ha un fascino singolare, con i sui angoli delabré, con le figure evanescenti dei suoi abitanti, il suo silenzio così prossimo al frastuono del centro di Roma. Oggetti d’uso, come letti, tavoli, sedie, sono stati disposti in modo da ricreare, nelle grandi camerate comuni, l’assetto antico di questa istituzione benefica. Il contributo della famiglia Doria-Pamphilij, che promuove le attività di gestione e di finanziamento dell’istituto, ne testimonia l’incidenza nel tessuto sociale di ieri e di oggi.

L’inizio di una storia a lieto fine può anche partire da uno scenario povero, legato ad un passato remoto, intriso di malinconia. Qualcosa di questi ambienti mi fa pensare alle illustrazioni di certi libri per l’infanzia molto vecchi, con le pagine ingiallite, che raccontano di orfanelli e di matrigne, a cui a un certo punto succede qualcosa di meraviglioso. Questi oggetti poveri in ambienti così ampi e nobili, mi fanno immergere in atmosfere come quelle evocate dai diorami di Paolo Ventura (un tuffo al cuore).

MAAM

Il Museo dell’Altro e dell’Altrove

Una passeggiata in un luogo molto singolare: il Museo MAAM dell’Altro e dell’Altrove, ospite della Metropoliz_Città Meticcia , in compagnia di Velia Littera, curatrice e gallerista di Pavart a Roma. Velia mi ha portato a scoprire un mondo popolato di opere d’arte vive.  In questi ambienti, appartenenti ad una ex fabbrica di salumi, passata alla proprietà di un gruppo romano delle costruzioni ma di fatto in stato di abbandono,  sono in parte occupati da una piccola comunità di immigrati e precari che la abitano abusivamente.  Accanto alle famiglie che vivono lì, negli ambienti un tempo adibiti a mattatoio, un notevole numero di artisti ha riempito spazi e superfici con opere e installazioni di notevole valore, artistico e ideale.

La cosa che colpisce appena entri negli spazi espositivi è l’odore, a tratti insopportabile, di muffe, umido e altro, non ben identificato.  Devi stare attento a dove cammini perchè i macchinari dismessi del salumificio ingombrano il passaggio, le opere sono dappertutto.  Gli artisti infatti si sono annidati, incastrati in ogni angolo, per lasciare le loro tracce. Questo fa sì che ogni metro quadrato sia denso di oggetti e di immagini.

Bebé Bang Bang

Sono andata lì per trovare e fotografare, Bebébangbang, una delle opere di Roberta Morzetti che costituiscono l’oggetto del progetto RO-MA, esposto in occasione della Rome Art Week 2018 da Pavart.

Un villaggio custodisce l’arte

La letteratura web sull’argomento MAAM è nutrita, e rimando al manifesto degli ideatori di Metropoliz,  ma anche ai contributi  critici di Art Tribune.  L’azione di Giorgio De Finis, sociologo e antropologo che ne è l’ideatore, oggi anche direttore del MACRO, non manca di generare critiche. Gli artisti invitati a contribuire a questo progetto di occupazione infatti, si pongono in contrasto con le politiche della museificazione dell’arte nel nostro paese. Nei giudizi dei visitatori, tuttavia, escono vittoriosi dal confronto con istituzioni blasonate (penso al MAXXI) che offrono assai meno cose da vedere, emozioni da provare, interrogativi da porsi: in breve molta meno arte del ventunesimo secolo.

Sorprende, nel fare una ricerca su Google, l’alto rating attribuito al MAAM, non già da riviste specializzate, ma da Trip Advisor.  In effetti l’esperienza del visitatore è forte, ricca, a volte un pugno nello stomaco, ma immersiva e stimolante.  Tutta l’operazione rappresenta un esperimento sociologico attuato per mezzo della leva culturale.  La comunità che abita gli spazi annessi all’ex salumificio è pacifica (molti bambini giocano e corrono all’aperto), coinvolta anche nella scelta delle opere da esporre, che sono sottoposte alla valutazione di un’assemblea partecipata.  Il risultato sociale è degno di osservazione. Qui si respira un’aria di piccolo villaggio abitato da famiglie, che custodiscono un contenitore, sgangherato, di tesori d’arte. Siamo molto lontani da altri luoghi occupati abusivamente, scenari desolanti di un degrado spesso irrecuperabile.  

Ora le sorti di questi spazi e di questa comunità sono appese al filo esile della politica che deve prendere decisioni, dettate dalle sentenze della magistratura, se vuole risarcire una proprietà defraudata, senza danneggiare il Museo e senza scaraventare in mezzo alla strada gente in cerca di riscatto. La presenza di opere di valore, (che cosa imbarazzante da dire), potrebbe essere in grado di frenare le ruspe più delle famiglie di immigrati.

Donald Robertson

Un librone poggiato su un mobile del salotto mi sorride. Scopro Donald Robertson aka @Drawbertson così, per caso. Ci casco dentro e non ne esco più. Continue reading

La vera opera d’arte 

Visita al Macro di Via Nizza

Vado volentieri per mostre d’arte e di fotografia. Stavolta al Macro di via Nizza, dove, accanto alla prima retrospettiva completa su Gillo Dorfles, ho visto “Il presente” per la quattordicesima edizione del Festival di Fotografia di Roma.

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Visual Design for hotel rooms

A stay in a European hotel of a large international chain led me to observe details of non-secondary furnishings, namely the decorations on the walls, in this case painted on canvas. Objects that help to define the level and tone that the hotel will want to give through a strategy that is both interior and visual design. Continue reading

La dimora temporanea degli innamorati dell’avventura

Il blog di Lilli Bacci, SENTIRSI A CASA ha pubblicato giorni fa un mio piccolo post.  Lo propongo anche qui.

Sono molto contenta di avere incontrato “Sentirsi a casa”, un luogo virtuale così evocativo di luoghi fisici reali e avvolgenti, che a questi luoghi dedica la propria ricerca. Continue reading

La bellezza nell’occhio di chi guarda

Beauty lies in the eye of the beholder

“La bellezza è nell’occhio di chi guarda” è una frase che mi è sempre piaciuta, tanto da dipingermela su una mano, senza nessuna pretesa di essere originale. Continue reading

Il silenzio nell’arte – Juhani Pallasmaa a Roma

La Conferenza di Juhani Pallasmaa presso l’Accademia Americana di Roma.

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L’incantevole vivarium di Luca Bocchi

Mi piace da matti osservare le piante, come sa chi gironzola per questo mio blog.  Stavolta però sono rimasta proprio conquistata dalla creazione di Luca Bocchi, fioraio romano, figlio d’arte, che nella sua vetrina di Corso Vittorio espone un vivarium di piante epifite coltivate su un tronco di quercia.

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