Collezioni fotografiche

Tralicci

I tralicci e le strutture reticolari metalliche, la cui funzione è sostenere altro (i cavi di una funivia, i cavi dell’alta tensione, una strada, un ponte) sono in molte città e nel mezzo di ogni paesaggio attraversato da linee elettriche, monumenti involontari a una modernità vecchiotta. Niente li protegge, si lasciano flagellare dalle intemperie  con la speranza di una mano di vernice ogni cent’anni.  La torre Eiffel, protagonista delle cronache di questi giorni, ne è l’esemplare più illustre.

 

Un volto

Non c’è nessun merito nel fare una foto così.  Quel frammento di volto femminile è uscito per caso, superstite agli strappi, da molti strati di manifesti.  Quel volto poi non è che una foto di un qualche quadro, che non saprei proprio identificare.  Passi per strada e scatti la foto, perché tra i brandelli di carta quel volto ha trovato il suo centro, il suo equilibrio, e sembra che ce l’abbia con te, anche se non puoi vederne gli occhi.  Non c’è nessun merito a ottenere con una foto un’immagine così, dopo che per anni Mimmo Rotella ha sperimentato la tecnica degli strappi.

Ma un’espressione così, un’inquadratura così, non sarà durata a lungo su quel tabellone del lungotevere, l’attimo andava colto, qualcuno doveva pur farlo.  Stavolta sono stata io.

Fontane di Roma

Le temperature torride di questi giorni ci fanno guardare alle fontane di Roma con occhi diversi.  Quell’acqua in perenne movimento dà refrigerio anche solo a passarci vicino.

L’idea di etichettare le ondate di calore che investono l’Europa con nomi tratti dalla mitologia, come Flegetonte fiume infernale, e Caronte il venale traghettatore dell’Ade, o dalla storia come l’imperatore incendiario Nerone, anche se non serve a niente, funziona. Sempre attinenti con l’inferno o con il fuoco, le definizioni sono suggestive e noi ce le ricordiamo.

Nel consumare passivamente questo inutile brand, poi, possiamo pur sempre “rinfrescare” la memoria dei nostri studi classici.

Non è una nomenclatura ufficiale, come per gli uragani d’oltreoceano, ma solo un bizzarro esperimento di marketing da parte di Il Meteo.it. Naturalmente il pigro giornalismo estivo ci sguazza.