Collezioni fotografiche

Volumi

Guardando giù dal viadotto, un panorama tutt’altro che idillico. Una composizione costruttivista, di volumi puri con superfici scabre, colori in contrasto, una luce calda. Molti elementi in contraddizione tra loro. Siamo a Roma.

 

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Tralicci

I tralicci e le strutture reticolari metalliche, la cui funzione è sostenere altro (i cavi di una funivia, i cavi dell’alta tensione, una strada, un ponte) sono in molte città e nel mezzo di ogni paesaggio attraversato da linee elettriche, monumenti involontari a una modernità vecchiotta. Niente li protegge, si lasciano flagellare dalle intemperie  con la speranza di una mano di vernice ogni cent’anni.  La torre Eiffel, protagonista delle cronache di questi giorni, ne è l’esemplare più illustre.

 

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Un volto

Non c’è nessun merito nel fare una foto così.  Quel frammento di volto femminile è uscito per caso, superstite agli strappi, da molti strati di manifesti.  Quel volto poi non è che una foto di un qualche quadro, che non saprei proprio identificare.  Passi per strada e scatti la foto, perché tra i brandelli di carta quel volto ha trovato il suo centro, il suo equilibrio, e sembra che ce l’abbia con te, anche se non puoi vederne gli occhi.  Non c’è nessun merito a ottenere con una foto un’immagine così, dopo che per anni Mimmo Rotella ha sperimentato la tecnica degli strappi.

Ma un’espressione così, un’inquadratura così, non sarà durata a lungo su quel tabellone del lungotevere, l’attimo andava colto, qualcuno doveva pur farlo.  Stavolta sono stata io.