Accademia aperta

Una mostra di giovani accademici di Brera

Giovani artisti, accademici di Brera, si fermano da Pavart per esporre alcune opere in una mostra curata da Omar Gagliani con Velia Littera di Pavart.

Ancora una volta il mio obiettivo mi guida all’inerno di opere d’arte. Cerco la messa a fuoco sulle fibre, sulle pennellate lucide e guizzanti, sulle superfici lucide/opache,sui colori e sui bagliori dei metalli. Mi accorgo dai dettagli dell’alto livello di manualità che sostiene le composizioni di questi artisti.  Lo vedi da una mano, da un piede, rappresentato di scorcio in fretta, col manico del pennello che graffia uno strato di giallo ancora fresco.  Mi riferisco all’opera di Rachele Cicerchia, due grandi tele dal titolo Carni.

La cinese Kaijia Zheng consuma la carta cancellando e ridisegnando numerosi strati per rappresentare volti evanescenti.

Tecniche classiche, visione autentica, mano esperta sono caratteristiche di questi artisti giovani e preparati.  Non c’è improvvisazione, tutto è intenzionale, si percepisce l’autenticità della loro visione del mondo.

Due libri illustrati fatti di pagine dipinte, fresche come appena asciugate, vive e desiderose di essere sfogliate. Il lavoro che più mi ha affascinato di Ginevra Tarabusi.

Carolina, il suo nome inciso in corsivo un numero incalcolabile di volte, in cerchi concentrici su lamiera di rame, naturale oppure ossidato.  Sono colpita dalla conoscenza del materiale, il gusto, il senso dello scopo ossessivo, la pazienza certosina di Carolina Corno.

 

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